Viaggio nel sud della Francia #3: Camargue

Se volete respirare un’infinito senso di libertà andate in Camargue e perdetevi in questa terra selvaggia fra paludi, specchi d’acqua, animali in libertà e distese a perdita d’occhio.

Siamo in Francia, anche se non sembra, qui tutto è diverso, un mondo a parte: una regione che è un immenso parco naturalistico dove la natura la fa da padrone.

Se poi, come noi provenite da est, rimarrete ancora più sorpresi perchè prima è un’immensa raffineria a cielo aperto, poi aprite gli occhi e vi trovate davanti la natura in tutta la sua spettacolare bellezza. E, se vi posso dare un consiglio, prendetevi del tempo per perdervi in questi spazi immensi, abbandonate le strade principali e inoltratevi nelle zone meno battute: ne rimarrete piacevlmente stupiti!

La nostra esplorazione in terra di Camargue è iniziata  a Bac de Barcarin dove ci siamo imbarcati su una chiatta che fa la spola fra le due sponde del Grand Rhone e che ti traghetta a poca distanza dalle saline di Giraud.

Lo spettacolo è di quelli da togliere il fiato: immense distese di acque che a tratti si tingono di rosa e montagne di sale bianchissimo!

 

Da qui abbiamo raggiunto il villaggio di Les Saintes Maries de la Mer, un piccolo gioiellino fatto di case bianche che circondano una bellissima chiesa romanica piena di storia, spiagge di sabbia chiara e acque gelide. Un po’ francese, un po’ spagnola, molto gitana.

Qui bisogna fermarsi per salire sul tetto della chiesa di Notre-Dame-de-la-Mer dal quale si gode di un panorama a 360° sulla Camargue, crogiolarsi al sole su una delle spiagge, assistere ad una corsa con i tori (non cruenta!) e concedersi una cena a base di paella accompagnata da un calice di vin de sable, un vitigno che cresce sulle dune e si fortifica con il sole, il vento e la salsedine.

Tappa successiva: Arles! Arrivateci di mattina presto quando è ancora poco affollata di turisti, passeggiate per le sue strade, ammirate le case in pietra con le persiane colorate, visitate le architetture romane.

Non solo vi sembrerà di stare fuori dal tempo, ma avrete come l’impressione di esserci già stati, anche se è la prima volta! Van Gogh ha vissuto qui e molti scorci si ritrovano nelle sue tele, per questo si ha questa sensazione come di déjà vu.

Procedendo verso ovest abbiamo poi raggiunto Aigues Mortes, un borgo fortificato immerso nella campagna e circondato dalle saline. Fuori dalle mura il silenzio, dentro una cittadina viva piena di bistrot, botteghe artigiane e negozi dove poter acquistare i prodotti locali: il fleur de sel, il salame di toro, la tapenade…

Conoscete la tapenade? E’ una salsa tipica della provenza fatta con olive finemente tritate, acciughe, capperi, aglio e olio. Perfetta per un aperitivo!

Per la gioia dei bambini abbiamo anche fatto un giro in trenino all’interno delle saline, per scoprire tutti i segreti del sale, in un paesaggio quasi surreale fatto di montagne bianchissime e acque che magicamente si tingono di rosa. Abbiamo anche visto il fleur de sel che a tratti affiora in superficie e che viene, ancora, raccolto a mano dagli esperti sauniers.

Allora ditemi: vi ho fatto venir voglia di partire???

 

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